Digitale terrestre, il tempo scorre: lo stop si avvicina

Si avvicina sempre di più il fatidico momento dello stop delle trasmissioni sul digitale terrestre. Rai, Mediaset e altre reti a bassa qualità si convertiranno tutte al nuovo standard DVB-T2.

DVB-T2 è un’abbreviazione che sta per Digital Video Broadcasting – 2° Generation Terrestrial. Si tratta di un’estensione dello standard DVB-T del consorzio europeo DVB per introdurre una trasmissione televisiva digitale terrestre ad alta qualità.

Digitale terrestre, manca meno di un mese allo switch-off - www.081.it
Digitale terrestre: stop ai vecchi canali (fonte: Pixabay)

Il 21 dicembre ci sarà il tanto chiacchierato stop alle trasmissioni in bassa definizione sul digitale terrestre dei canali tradizionali. E ciò vuol dire che dal 20 dicembre 2022 non saranno più consentite e supportate tutte le trasmissioni con lo standard MPEG-2. Tra meno di un mese, dunque, lo switch-off sarà una realtà effettiva.

In pratica, le trasmissioni sul digitale terrestre dei canali di Rai, Mediaset e altri broadcaster a bassa qualità basati sulla tecnologia di codifica audio-video introdotta nel 1998 dalla dall’ISO/IEC Moving Picture Experts Group si interromperanno. E lo stop sarà definitivo. Quindi da quella data sarà ufficiale il passaggio al nuovo standard in alta qualità DVB-T2.

Con questa transizione i telespettatori potranno usufruire di canali in HD e di nuovi servizi. Ma c’è un però… Chi non possiede ancora televisori o decoder compatibili non potrà supportare la nuova definizione.

Stop ai canali in bassa risoluzione sul digitale terreste

Il 21 dicembre stop delle trasmissioni sul digitale terrestre - www.081.it
Il 21 dicembre stop delle trasmissioni (fonte: Pixabay)

Presto tutti i canali quindi dovranno transitare alla più efficiente codifica HEVC DVB-T2. Questo significa che il segnale compresso occuperò meno spazio ed esprimerà maggiore definizione per la trasmissione in 8K, che è la definizione successiva all’HD. La compressione del segnale permette anche la presenza di un maggior numero di canali.

Il processo dello switch-off va avanti ormai da molti anni. Si è cominciato nell’ottobre del 2021 quando i primi programmi hanno abbandonato lo standard MPEG-2 in favore di MPEG-4, proprio per preparare la transizione all’HD. Tra fine 2021 e inizio 2022 è cominciata la progressiva riorganizzazione delle frequenze, con l’abbandono della banda dei 700 MHz. Questa banda è stata ceduta infatti alla telefonia mobile per favorire la diffusione dei nuovi telefoni con tecnologia 5G.

La road-map dello switch-off è andata avanti, Regione per Regione, fino al 30 giugno del 2022, con molti problemi da parte di quegli utenti che non avevano acquistato un televisore nuovo  o un decoder. E ora è arrivato finalmente lo stop ufficiale alle trasmissioni del digitale terrestre in MPEG-4.

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In realtà esistono alternative al digitale terrestre DVB-T2 con cui poter continuare a seguire le trasmissioni televisive dei canali digitale terrestre se c’è poca copertura di alcuni ripetitori terrestri. Ci si può per esempio affidare alla piattaforma satellitare gratuita Tivùsat (in HD e in 4K) o ai servizi di streaming ufficiali degli editori televisivi come RaiPlayMediaset Infinity, eccetera.

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