Canone Rai 2023, annuncio ufficiale del Governo: non è una buona notizia

Arriva l’annuncio ufficiale del Governo Meloni sul canone Rai. E i tanti che avevano sperato in una modifica del tributo, o addirittura in una cancellazioni, resteranno delusi.

Senza dubbio è una delle imposte più odiata dagli italiani. E il Governo Meloni, almeno in campagna elettorale, aveva fatto intendere di volerci mettere maro per modificarne la riscossione e il costo. Così non sarà.

Il Governo non abolirà più il canone Rai - www.081.it
Il Governo cambia idea sul canone (fonte: Pixabay)

Il Governo ha infatti confermato il pagamento del canone Rai in bolletta per tutto il 2023. La tassa, com’è noto, riguarda tutti i proprietari di un apparecchio televisivo abilitato alla ricezione dei canali sul territorio dello Stato. E, su iniziativa del Governo Renzi nel 2015, ogni anno viene addebitata sulla bolletta dell’energia elettrica dell’intestatario della fornitura.

Ma per l’UE questo tipo di riscossione è impropria. Infatti, l’Unione Europea, nell’ambito del rilascio dei fondi legati al PNRR, ha chiesto all’Italia di eliminare gli “oneri impropri” dai costi dell’energia. Sembrava quindi inderogabile l’accantonamento del tributo. E tutti si aspettavano un disegno di legge sulla concorrenza, presentato in Consiglio dei ministri dalla Lega, proprio per modificare questa situazione.

Le cose, però, sono andate diversamente dal previsto. Morale della favola? Gli italiani si troveranno il canone in bolletta anche nel 2023. Salvini voleva l’esclusione del tributo dalle fatture energetiche, ma il Ministero dell’Economia e delle Finanze, uno dei ministeri più importanti del Governo, ha bloccato il progetto, confermando il canone in bolletta per un altro anno almeno.

Il Governo delude gli italiani: canone ancora in bolletta

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Rai (fonte: Pixabay)

Con una nota ufficiale del MEF e del ministro Giorgetti le attese del leader della Lega Matteo Salvini sono state bocciate. E così il tributo è stato confermato di nuovo in bolletta per tutto il 2023. Tale tassa sul possesso di un apparecchio televisivo è dovuta per dieci mesi all’anno per una rata mensile di 9 euro. E questi oneri sono addebitati nella bolletta della luce, per un totale di 90 euro all’anno.

Ma il Governo fa capire di non poter far a meno di questa tassa, i cui ricavi non vanno tutti a finire nelle casse della Rai ma anche in altri enti sparsi. Per Salvini la sconfitta è bruciante. Aveva infatti parlato mille volte durante la campagna elettorale della definita abolizione del canone. Diciamo pure che era stato uno dei cavalli di battaglia del programma elettorale della Lega. E Giorgetti è egli stesso un esponente della Lega. Quindi la bocciatura al piano salviniano può considerarsi interna.

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Giorgetti ha fatto sapere che l’abolizione del canone Rai avrebbe provocato incertezza e malumori all’interno dell’azienda televisiva nazionale, soprattutto sui lavoratori con contratto a tempo determinato spaventati dallo spettro di un ridimensionamento. Ma i critici fanno notare che lo stesso Giorgetti avrebbe molto da perdere dall’abolizione del canone Rai dato che è un azionista di Rai Spa!

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