Partita Iva 2023, cosa cambia per il regime forfettario | Le novità

Le Legge di Bilancio in attesa di approvazione formale introdurrà nuovi requisiti per la partita Iva per aderire al regime forfettario nel 2023. Quali sono queste novità e chi coinvolgeranno?

Il Governo Meloni ha presentato la nuova Legge di Bilancio in cui sono previsti dei cambiamenti più o meno importanti anche per le Partite IVA con regime forfettario. Di base, la nuova manovra alza la soglia massima per permanere nel regime agevolato ma fissa anche una clausola che esclude immediatamente dallo stesso.

Partita Iva, regime forfettario - www.081.it
Partita Iva, regime forfettario (fonte: Pxhere)

Tutte queste novità dovrebbero entrare in vigore già dal primo gennaio 2023, e in generale deludono la larga platea delle partite Iva che si aspettavano novità più importanti sul regime forfettario. Fino all’anno in corso un lavoratore doveva guadagnare fino a 65.000 euro l’anno per rimanere nel cosiddetto regime agevolato di tassazione. L’uscita dal regime non è immediata, ma si connette al periodo di imposta successivo.

Questo significa che se anche una partita Iva ha guadagnato molto più della soglia massima pagherà comunque la tassazione agevolata. Cioè quella con cui il contribuente forfetario applica un’unica imposta, nella misura del 15%. Le cose cambieranno però dal primo dell’anno.

Nel 2023, infatti, il nuovo limite di ricavi per i contribuenti in regime forfettario passerà da 65.000 a 85.000 euro. Ma il Governo ha anche previsto una clausola antielusione da 100.000 euro. La norma in questione non è stata ancora approvata, ma è molto probabile che sarà fatta passare. Secondo la clausola, superato il limite massimo di 85.000 nel corso dell’anno, sarà applicata la flat tax fino a un massimo di 100.000 euro. Ma nel momento in cui si supererà questa cifra, si uscirà automaticamente dal regime forfettario.

Revisione del regime forfettario per partita Iva nel 2023

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Giorgia Meloni (fonte: Ansa)

La clausola antielusione è una delle misure chiave del nuovo pacchetto fiscale del Governo. E, di fatto, limita la sua azione a una platea assai ridotta dei titolari di partita Iva. In pratica, in pochi, secondo le stime degli analisti, potrebbero beneficiare del provvedimento.

Potenzialmente, la platea di quanti possono essere interessati dall’innalzamento del tetto per il regime forfettario è piccola. E c’è già chi critica il Governo, sostenendo che l’idea della flat tax, tanto evocata durante la campagna elettorale, non ha quasi nessun impatto all’interno del testo della Legge di Bilancio 2023.

Nonostante le nuove soglie di accesso e permanenza e nonostante la clausola antievasione, restano infatti inalterati tutti gli altri parametri. Quindi per passare dal regime ordinario a quello forfettario permangono tutti quei limiti che hanno bloccato negli anni scorsi la possibilità di usufruire dell’agevolazione fiscale. Chi nel 2023 fatturerà più di 100.000 euro uscirà a stretto giro dal regime forfettario e dovrà calcolare l’Iva e l’aliquota ordinaria su tutte le operazioni effettuate dopo il superamento del limite stabilito. Cioè il limite dei 100.000 euro.

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La nuova versione del regime forfettario per il 2023, in definitiva, interesserà una platea di 32.000 titolari di partita Iva: un po’ pochi…

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