Reddito alimentare 2023: come funzionerà e chi avrà diritto alla spesa gratis

Giungono più precise informazioni su quello che sarà il nuovo sussidio pensato dal Governo per le famiglie più in difficoltà: il reddito alimentare 2023.

Con un emendamento proposto da un deputato del PD, il Governo Meloni ha introdotto nella legge di bilancio un fondo sperimentale per il reddito alimentare: 1,5 milioni nel 2023 e 2 milioni nel 2024.

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Reddito alimentare (fonte: Pixabay)

L’obiettivo dichiarato del sussidio è quello di aiutare le famiglie che hanno oggettiva difficoltà a procurarsi il cibo necessario a una vita sana e dignitosa. Si tratta dunque di erogare pacchi alimentari realizzati con l’invenduto della distribuzione alimentare. Da erogare a chi di preciso? La misura tutelerà i soggetti in condizioni di povertà assoluta che vivono nelle città metropolitane.

I pacchi del reddito alimentare che partirà dal 2023 saranno prenotabili tramite una applicazione e ritirabuli presso uno dei centri di distribuzione indicati. Per le categorie più fragili è invece prevista una consegna a domicilio.

Reddito alimentare 2023, come funziona

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Spesa gratis (fonte: Pixabay)

Il reddito alimentare 2023 sarà introdotto con un decreto del Ministero del Lavoro, entro sessanta giorni dal via libera alla manovra. E solo in quel momento gli italiani potranno conoscere le modalità attuative e gli enti del terzo settore che saranno poi coinvolti nella particolare sperimentazione.

Si parla di sperimentale perché nel 2023 il reddito alimentare sarà offerto solo nelle grandi città, per estendersi poi a una platea più estesa di cittadini italiani nel 2024.

Il sussidio sarà di sicuro inserito nella legge di bilancio 2023, ma non se ne conoscono ancora i dettagli, dato che tutta la manovra è ancora in corso di redazione.

Per ora è noto  l’obiettivo principale del sussidio. Il Governo lo ha presentato come una nuova tipologia di aiuto sperimentale articolata nell’erogazione di pacchi alimentari realizzati con i prodotti invenduti dei negozi della distribuzione alimentare. In pratica cibo che altrimenti verrebbero buttato.

Il Governo ha anche anticipato che il sussidio interesserà inizialmente solo le città metropolitane. In base alla riforma degli enti locali prevista dalla Legge Delrio del 2014, le città metropolitana sono le entità amministrative che hanno sostituito le province di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria e Roma Capitale. A queste si aggiungono le città metropolitane istituite con leggi delle Regioni a statuto speciale, e cioè Cagliari, Sassari, Catania, Messina e Palermo.

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Il reddito alimentare potrà essere richiesto con una prenotazione da fare con una app non ancora sviluppata. Ovviamente gli aventi diritto dovranno essere cittadini dal reddito basso o nullatenenti. Non è chiara quale sarà la soglia di reddito che permetterà l’accesso a questo aiuto statale.

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