Pensioni, Quota 103 a partire da aprile: ci sarà un tetto massimo

Il Governo ha pronto un nuovo piano per le pensioni con Quota 103: previsto un tetto massimo per la pensione per andare in pensione in via anticipata, con bonus per chi resta al lavoro.

Si parla di un aumento del 10% in busta paga per chi non si ritira anticipatamente dal mondo professionale. In più, l’esecutivo sta studiando un nuovo schema per garantire agli assegni minimi un recupero del 120%. In pratica, si potrebbe arrivare a 570 euro al mese.

Pensionati Quota 103 - www.081.it
Tetto massimo Quota 103 (fonte: Pixinio)

Se le pensioni minime saliranno a più di 570 euro, superando quasi di cinquanta euro gli attuali 523, il tetto pensionistico potrebbe arrestarsi a 2.850 euro. Per quanto riguarda Quota 103 (sessantadue anni di età e quarantuno di contributi), a partire da aprile 2023 il Governo dovrebbe quindi intervenire con un tetto massimo e con bonus per chi decide di non lasciare il lavoro dal prossimo primo gennaio. Tuttavia si ragiona anche su una rivoluzione degli assegni per i trattamenti previdenziali più alti. Nella fattispecie si prevedono tagli anche superiori ai 70 euro (massimo di 100 euro).

Cosa succede invece per chi decide di andare in pensione in anticipo con Quota 103? Il Governo interverrebbe con penalità per tutti coloro che lasceranno il lavoro prima del tetto massimo. Mentre sono previsti premi sullo stipendio per coloro che rimarranno al lavoro pur avendo già maturato la quota.

Per la materia previdenziale della manovra per il 2023 si pensa quindi a questa doppia strada fondata sul tetto massimo di Quota 103. Non bisogna però tralasciare un punto fondamentale: quello del taglio pari anche a 100 euro il mese, a seconda dell’importo del trattamento, della rivalutazione degli assegni più elevati. Si calcola già una perdita media pro-capite di oltre 1.200 euro annui per 4,3 milioni di pensionati che percepiscono circa 1.800 euro netti mensili.

Tetto massimo per Quota 103

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Pensione 2023 (fonte: Pixabay)

Quindi arriva Quota 103, già da aprile. Ma l’assegno massimo sarà 2.850 euro al mese. In pratica nel 2023, i pensionati potranno lasciare il lavoro con la nuova quota avendo maturato sessantadue anni di età e quarantuno di contribuiti. Però la pensione potrà entrare in vigore solo dopo tre mesi dalla data in cui si raggiungeranno i requisiti.

Per questo coloro che raggiungeranno i sessantadue anni più quarantuno anni di contributi alla fine del 2022 potranno andare in pensione solo a partire da aprile 2023. Invece la cosiddetta “finestra mobile” sale addirittura a sei mesi per i dipendenti pubblici.

Nulla, però, è definitivo, dato che tutte queste norme contenute nel disegno di legge di Bilancio sono ancora in fase di scrittura e potrebbero anche cambiare. Sempre in questo senso è importante capire quale potrebbe essere l’importo della pensione che verrà liquidata con Quota 103. Per il governo questa cifra non potrà superare di cinque volte il minimo, fino al compimento dei sessantasette anni. Facendo un po’ di calcoli, si capisce quindi che il tetto massimo dovrebbe aggirarsi intorno ai 2.850 euro. Ma se l’inflazione interverrà cambiando i criteri attuali, il tetto potrebbe scendere a 2.627 euro.

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Se il trattamento sarà conforme ai dati del 2022 il tetto massimo si aggirerà sui 2.600. Con quello nuovo, cioè del 2023, si passerebbe invece ai già citati 2.850. Nella bozza si parla anche di sostituzione di Opzione donna con Opzione mamma, per indicare il vantaggio nell’utilizzo del meccanismo per chi ha figli. Per le pensioni minime si prevede un recupero del 120%. E, così, si passerà da 525 euro mensili a 570.

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